Aureaudio
Suono e amo la chitarra, la chitarra elettrica.
Ma compongo anche al pianoforte.
Son fuggito 3 volte dal mio maestro di musica,
mio vicino di casa, uomo mite e dedito alla musica,
il Maestro Bruno Benedetti.
L*ultima volta che andai da lui, gli dissi
**Maestro, questa volta giuro..**
Uscii di soppiatto dalla finestra che dava sulla strada dietro casa.Avevo capito. Non volevo imparare la musica,
non volevo diventasse una espressione matematica,
codificata, precisa e armonica.
Volevo rimanesse una forma di magia per me e in me.
Volevo sentirla non come un*impresa degli uomini
ma come un dono di Dio.
E così l*ho cullata, l*ho amata, l*ho vissuta.
Compongo musica e parole contemporaneamente.
Sento di rubarle da un*altra parte. Mi sento un ladro
amatissimo da Iddio. Sento che qualcuno mi dà il permesso
di violare una biblioteca non mia.
La sensazione che si prova è un misto
tra uno stato di grazia e una maledizione eterna.
Ladro per comporre,
comporre per ringraziare chi mi ha permesso di rubare...
E tutte le mie chitarre,
i miei strumenti sono state cose mie,
create o modificate da me.
Non ho mai avuto uno strumento che io non abbia
violato e dunque amato come si può amare cose uniche.
Uniche come la mia chitarra senzatesta, pensata e fatta
da me e dal caro amico liutaio Luciano Buscarini.
Come la mia Variax custom, che non ha niente o quasi
dell'originale.
Come i miei strumenti, il mio setup costantemente
in esame e miglioramento.
Tutto segue la maledizione del canto, del suono,
questo inno pagano ma credente, ossequioso,
dolce verso chi ci ha dato tanta sensibilità e grazia.





